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Bisogna sorridere quando si entra in reparto di rianimazione per incontrare questo ragazzo senza gambe e senza braccia.

Quando poi vedi lui – giovane, bello, sorridente- capisci che tutti i tuoi problemi di fronte a questa siano le piccolezze insignificanti.

Vadim Sviridenko e’ un medico della 128ma Brigata di Fanteria. Durante i combattimenti a Debaltseve lui assicurava i primi soccorsi ai feriti. Un giorno è stato colpito da un ordigno sparato da un carro armato  e ha subito tante ferite da schegge: alla coscia e all’avambraccio. Insieme al comandante della brigata doveva essere trasportato in ospedale di Artemivsk. Durante il tragitto, la notte del 16 febbraio, il convoglio e’ finito in un’imboscata. In primo luogo sono stati letteralmemte  cosparsi dal fuoco  dei mortai; dopo, quando i soldati superstiti sono stati trasferiti sul camion, una  mina è esplosa sotto il veicolo. L’onda d’urto e’ stata talmente forte che tutti coloro che erano lì, 300 persone, sono stati gettati in aria. Con il gelo -20°C e  con passare delle ore il numero  dei superstiti di questa terribile esplosione diminuiva. Sono sopravissuti  solo Vadim e il suo comandante.

Solo al quarto giorno, trascorso senza i vestiti caldi e senza il cibo, il ragazzo e’ stato ritrovato dai terroristi di DNR. Assicurandosi che sia davvero un medico, e’ stato mandato a Donetsk e là ha ricevuto le cure mediche, dopo di che e’ stato fatto prigioniero. Dopo  uno scambio del prigionieri i medici hanno constatato il quarto -il più grave-grado di congelamento. A Kyiv Vadim ha subito le amputazione di entrambe le mani ed entrambi i piedi.

Il ragazzo comincia a riprendersi psicologicamente. Sua moglie e’ incinta e il suo desiderio piu grande e’ di condurre una vita normale.

Ha solo bisogno di quattro protesi.

traduzione: Katia Sadilova